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Categoria A1, A2 e A3 del drone: cosa cambia in pratica

📅 10 Settembre 2026✍️ di Redazione Drone⏱️ 6 min di lettura

Hai aperto la scatola, caricato la batteria e adesso stai fissando lo schermo del telefono chiedendoti dove puoi far volare il tuo drone senza combinare guai. Sul manuale c’è scritto poco, online si parla di A1, A2, A3 e tu non sai nemmeno da dove cominciare. Tranquillo: quelle lettere e quei numeri non sono il titolo di un film di fantascienza. Sono le tre categorie operative del regolamento europeo sui droni, e capirle ti fa risparmiare tempo, ansie e potenzialmente qualche sanzione.

In breve: la categoria dipende principalmente dal peso del tuo drone e da dove vuoi farlo volare. A1 è per i droni più leggeri e permette di volare vicino alle persone (ma non sopra assembramenti). A2 è per droni di taglia media e richiede più distanza dalle persone non coinvolte. A3 è per droni più grandi o per chi vuole volare lontano da qualsiasi area abitata. Più il drone è grande, più devi stare lontano dalla gente — e più formazione ti serve. Vediamo ciascuna nel dettaglio.

Cosa significa volare in categoria A1?

La categoria A1 riguarda i droni più leggeri, generalmente sotto i 250 grammi. È la fascia in cui rientra la gran parte dei mini-drone da viaggio e da intrattenimento venduti oggi nei negozi di elettronica. Se il tuo drone pesa meno di 250 grammi e non è dotato di fotocamera o sensori particolari, potrebbe non richiedere nemmeno la registrazione come operatore presso ENAC — ma verifica sempre sul sito ufficiale, perché i dettagli contano.

Per i droni tra 250 grammi e la soglia successiva che ricadono in A1, è richiesta la registrazione come operatore e il completamento di un modulo di formazione online, accessibile tramite la piattaforma d-flight. Non è un esame difficile: si tratta di domande a risposta multipla su sicurezza, spazio aereo e regole di base. Puoi farlo da casa in un paio di ore.

Il vantaggio di A1 è la flessibilità: puoi volare sopra persone non coinvolte nel volo (con le dovute cautele), ma non sopra assembramenti o folle. Questo significa che un parco frequentato ma non affollato, o una piazza tranquilla, sono generalmente accessibili. Un concerto o una manifestazione, no.

Quando si vola in categoria A2?

La categoria A2 riguarda droni di peso intermedio — indicativamente tra 900 grammi e 4 chilogrammi, anche se la classificazione precisa dipende dalla classe del drone assegnata dal costruttore. Qui le cose si fanno un po’ più serie.

Per volare in A2 devi aver completato la formazione online come in A1, ma devi anche sostenere un esame teorico aggiuntivo presso un ente riconosciuto da ENAC. L’esame copre meteorologia, prestazioni del drone, spazio aereo e rischi. Non è un patentino da pilota di linea, ma richiede studio: almeno qualche sera di preparazione su testi specifici.

La regola operativa principale di A2 è la distanza di sicurezza orizzontale dalle persone non coinvolte: in condizioni normali devi mantenere una certa separazione, che si riduce se il tuo drone è dotato di una modalità a bassa velocità (low-speed mode). Prima di volare in A2, controlla sul manuale del tuo drone se questa modalità è disponibile e certificata.

A2 è la categoria tipica dei droni fotografici da viaggio di fascia media: quelli che molti usano per riprendere paesaggi, matrimoni all’aperto o eventi sportivi in spazi aperti.

Cosa cambia con la categoria A3?

La categoria A3 è quella che impone le restrizioni geografiche più forti. I droni in questa fascia — i più pesanti, fino a 25 chilogrammi — devono volare lontano da aree abitate, da persone e da infrastrutture. In pratica stai parlando di campagna aperta, zone industriali dismesse, aree rurali senza abitazioni nelle vicinanze.

Paradossalmente, A3 non richiede automaticamente un esame più difficile di A2 in termini di qualifiche del pilota: la formazione online di base può essere sufficiente per alcune operazioni, ma le limitazioni operative sono stringenti. Se il tuo drone è grande e pesante, la maggior parte degli scenari urbani è semplicemente preclusa.

A3 è pensata per usi professionali o semi-professionali: ispezioni di infrastrutture, agricoltura di precisione, riprese in aree remote. Se stai leggendo questo articolo perché hai appena comprato il tuo primo drone, è molto probabile che non ricada in A3.

Come fai a sapere in quale categoria rientra il tuo drone?

Il punto di partenza è il peso del drone: lo trovi sulla confezione o nelle specifiche tecniche sul sito del produttore. Il secondo elemento è la classe CE eventualmente stampata sul drone stesso (C0, C1, C2, C3, C4): questa sigla ti dice direttamente in quale sottocategoria puoi operare.

Se il tuo drone non ha nessuna classe CE — ed è il caso di molti modelli acquistati prima dell’entrata in vigore del regolamento europeo o di prodotti non certificati — si applicano le regole dei droni “privati” o “legacy”, che seguono un percorso leggermente diverso. Anche in questo caso, d-flight e il sito ENAC sono il riferimento aggiornato.

Un consiglio pratico: prima di volare, apri l’app d-flight (o il sito), inserisci le coordinate del posto in cui vuoi decollare e controlla se è un’area libera, controllata o vietata. Questo passo si fa in due minuti e ti evita di volare per sbaglio vicino a un aeroporto o in una zona protetta.

Quali errori fanno i nuovi piloti con le categorie?

Il più comune è pensare che un drone piccolo sia sempre e comunque libero di volare ovunque. Non è così: anche un mini-drone sotto i 250 grammi è soggetto a restrizioni geografiche. Le categorie A1, A2 e A3 regolano il tipo di scenario operativo, non eliminano i divieti legati alla posizione.

Il secondo errore è ignorare la registrazione. Se il tuo drone pesa 250 grammi o più, o se è dotato di sensori e fotocamere anche se pesa meno, la registrazione come operatore su d-flight è obbligatoria. Il numero di registrazione va esposto fisicamente sul drone — sì, con un etichettino o una scritta indelebile.

Il terzo errore è volare in zone controllate senza autorizzazione pensando che “tanto non c’è nessuno”. Le zone di controllo esistono indipendentemente dalla presenza visibile di aerei o persone.

Devo fare un esame per far volare il mio drone sotto i 250 grammi?

Generalmente no, se il drone è classificato C0 o non ha sensori particolari. Puoi dover completare solo una formazione online gratuita. Verifica comunque sul sito ENAC o su d-flight in base alle caratteristiche specifiche del tuo modello.

Posso volare in A1 in città senza problemi?

Dipende dalla zona. Le categorie riguardano il tipo di operazione e la vicinanza alle persone, ma non sostituiscono i vincoli geografici. Prima di volare in città controlla sempre l’app d-flight: molte aree urbane ricadono in zone controllate o vietate indipendentemente dal peso del drone.

Il mio drone comprato anni fa rientra nelle nuove categorie?

I droni senza classe CE seguono le regole “legacy” previste dal regolamento europeo: in genere possono operare in A3 oppure, con limitazioni, in A1 se sono molto leggeri. ENAC ha pubblicato chiarimenti specifici su d-flight per i modelli precedenti alla classificazione CE.

Redazione Drone

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