Pilotare un drone, come fare e come imparare

Pilotare un drone, come fare e come imparare

Avere la possibilità di volare, anche solo con un piccolo dispositivo, può essere davvero eccitante, ed è per questo che tanti si chiedono come pilotare un drone, e come imparare a fare delle riprese aeree con drone degne di nota.

Esistono diverse tecniche per imparare a pilotare un drone, e anche passaggi che possono diventare obbligatori in alcuni casi.

Ecco, quindi, da dove iniziare per imparare a pilotare un drone e diventare un vero e proprio esperto in materia.

Cosa serve per pilotare un drone

Prima di iniziare quelle che sono le effettive operazioni di volo sarà possibile predisporsi correttamente per pilotare il drone in tutta sicurezza.

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In generale, il consiglio è quello di iniziare da modelli che siano adatti ai principianti e che potranno essere i classici quadricotteri, qualora abbiate la possibilità di iniziare ad esercitarvi all’esterno e in uno spazio che sia abbastanza ampio, oppure i minidroni, che sono quelli più piccoli, adatti anche ad un ambiente chiuso.

Quindi, se è facile pilotare un drone, sarà anche fondamentale scegliere il luogo e il modello giusto di dispositivo.

Per non incorrere in incidenti dovrete optare per:

  • Uno spazio aperto che sia abbastanza ampio;
  • Un’area che non veda la presenza di linee elettriche, o torri telefoniche, che potrebbero interferire con i segnali del vostro dispositivo;
  • Un’area che sia priva di alberi e che non veda la presenza di persone “distratte” e di animali, che potreste ferire senza volerlo;
  • Una parte che non veda la presenza di traffico, sia automobilistico sia pedonale.pilotare-un-drone

Inoltre, per iniziare a pilotare un drone il consiglio è anche quello di scegliere una giornata nella quale non ci sia vento, oppure non piova. In questi casi, infatti, potreste vedere il vostro drone completamente destabilizzato.

Come pilotare un drone: i controlli prima di iniziare

Oltre alla scelta dell’area, e della giornata, perfetta per poter pilotare un drone, dovrete anche effettuare qualche controllo precedente al volo, così da non avere brutte sorprese.

I controlli che dovrete sicuramente fare prima di iniziare saranno i seguenti:

  • Controllate la carica delle batterie, sia per il drone sia per il suo trasmettitore
  • Controllate che il drone sia integro e che tutto sia stato fissato nel modo giusto
  • Fate un check, una volta acceso il vostro dispositivo, per vedere se le luci funzionino e che il segnale sia ben captato dal drone
  • Provate ad impostare una rotta GPS di prova (se il vostro drone ne e’ fornito), così da controllare se questa possa essere recepita correttamente dal drone

Inoltre, come abbiamo già detto, bisognerebbe anche controllare che nelle vicinanze non siano presenti persone o animali che potrebbero farsi male.

Consigli su come pilotare un drone

È facile pilotare un drone, ma dovrete, ovviamente, imparare a farlo passo per passo.

Per iniziare a pilotare il vostro drone dovrete cominciare a guardare i controlli e a prenderci la mano: ogni drone potrà essere leggermente diverso, ma comunque tutti avranno quelli che sono i comandi principali legati all’utilizzo del dispositivo.

Fase del decollo

Successivamente, potrete iniziare a muovere il vostro drone, partendo dal decollo. Per farlo decollare dovrete spingere il vostro acceleratore, che è in genere costituito dallo stick posto sulla parte sinistra del controller.

Si avvieranno le eliche e potrete iniziare a far pratica con questo movimento prima di far alzare il drone in volo.

Fase dell’atterraggio

Allo stesso modo, dovrete imparare ad atterrare: per farlo, e per vedere come pilotare un drone, dovrete tirare indietro il medesimo stick già utilizzato. In questo modo le eliche inizieranno a rallentare e voi potrete atterrare in sicurezza.

Nel caso in cui il vostro drone, senza che voi lo vogliate, inizi a muoversi o a sterzare, dovrete utilizzare il comando per regolare il rollio, in modo che questo rimanga stabile.

Per rimanere sospesi, invece, dovrete iniziare ad usare sempre l’acceleratore (se il vostro drone non e’ dotato di funzione di stabilizzazione), in modo da poter decollare. Tuttavia nei droni oltre i 70-80 euro ormai basta lasciare i comandi ed il drone rimane sospeso. Successivamente, dovrete usare il vostro stick destro per poter rimanere nella stessa posizione.

Allenarsi e’ la formula giusta per imparare a pilotare

Dovrete ripetere questi esercizi un po’ di volte per prenderci la mano, e poi potrete iniziare a far volare il vostro drone anche a distanze più lunghe.

Infine, potrete imparare anche a far sterzare il vostro drone nelle diverse direzioni. Per capire come pilotare un drone a destra e a sinistra, avanti e indietro, dovrete iniziare a mantenere il dispositivo in sospensione.

Successivamente, dovrete muovere lo stick a destra del vostro comando per far spostare il drone nella direzione che vorrete raggiungere (questo vale per chi pilota in mode 2 che ora e’ di default in tutti i droni).

Quindi, lo stick si sposterà in avanti per un piccolo “salto” in quella direzione, indietro per tornare alla posizione originale, a destra e a sinistra per gli spostamenti laterali.

Cosa serve per pilotare un drone, il patentino

Molte persone pilotano tranquillamente un drone senza l’utilizzo di patentini. Tuttavia, in alcuni casi, così com’è previsto dalla legge, può ritenersi necessaria l’acquisizione di un patentino per il drone.

La patente per pilotare un drone viene richiesta solo in alcuni casi. Infatti, in queste situazioni si applica quello che è il regolamento ENAC, che suddivide questi dispositivi in due categorie.come-pilotare-drone

I droni considerati semplici Aeromodelli non vedranno la necessità di ottenere un patentino per il drone, mentre quelli che sono classificati come SAPR (cioè costituiti per un uso professionale) vedranno la necessità di un’autorizzazione. (vi consigliamo di leggere la differenza tra APR, SAPR e aeromodelli)

Sempre per i droni professionali, si evidenzia un’ulteriore distinzione: per i droni al di sotto dei 25 chilogrammi sono previsti iter meno gravosi, che riguarderanno solo la necessità di una registrazione, senza una valutazione vera e propria per avere il patentino per il drone.

Droni oltre 25kg normativa ENAC e’ diversa

Per quelli che, invece, supereranno i 25 chili sarà previsto un periodo di formazione simile a quello determinato per chi prenda una patente vera e propria, allo scopo di ottenere la patente per pilotare un drone.

I droni che non arrivino ai 25 chili, ma che comunque siano stati costituiti per un uso professionale, vedranno anche l’obbligo di assicurazione e altre indicazioni, ad esempio per le aree di volo e il tipo di volo che si potrà applicare.

Quindi, per chi si chieda come pilotare un drone e che cosa serva per farlo, si potrà sottolineare come, nella maggior parte dei casi, non sia necessario il patentino per il drone, ma qualora lo si voglia utilizzare in modo professionale sarà fondamentale rispettare le disposizioni di legge e gli obblighi formativi e assicurativi previsti.

APR, SAPR e Aeromodello: cosa sono e quali sono le differenze?

APR, SAPR e Aeromodello: cosa sono e quali sono le differenze?

Iniziare a pilotare dei piccoli droni può portare a moltissime soddisfazioni e, allo stesso tempo, anche alla voglia di approfondire la materia. Per questo motivo tanti vorrebbero conoscere più a fondo gli elementi cardine della gestione di un drone, come accade, ad esempio, per la differenza APR e SAPR.

Queste due sigle sono davvero onnipresenti nel mondo dei droni, e capire a che cosa si riferiscono può diventare essenziale, soprattutto per non sbagliare i propri acquisti.

Lo stesso accade nel momento in cui sia necessario capire che cosa siano effettivamente gli aeromodelli.

Ecco, quindi, una carrellata di elementi che vi consentiranno di conoscere non solo la differenza tra APR e SAPR ma anche di orientarvi al meglio nel mondo dei droni.

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La differenza tra APR e SAPR

Prima di capire quale sia la fondamentale differenza tra APR e SAPR, bisognerà andare a definire a che cosa si riferiscano i due acronimi.

Cosa significa APR?

APR sta per Aeromobile a Pilotaggio Remoto: esso, quindi, è un piccolo dispositivo, utilizzato per il volo, che non vedrà la persona a bordo di esso per il vero e proprio pilotaggio, ma avrà un comando a distanza.
Non si potrà volare su un APR e lo stesso non dovrà essere utilizzato per fini ludici oppure sportivi.

In sostanza l’APR è un aeromobile a pilotaggio remoto, cioè il drone inteso solo come l’oggetto stesso, staccato da un eventuale radiocomando.

Cosa significa SAPR?

La sigla SAPR, invece, sta per Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto. Già il termine “sistema” fa capire come con esso non ci si riferisca ad un semplice drone, ma ad un insieme di elementi come drone, la radio, il pilota, la ground station e tutto l’occorrente per l’operazione.

Il sistema in questione, infatti, è costituito da un aeromobile a pilotaggio remoto (il nostro drone), che sarà utilizzato, però, per fini differenti rispetto a quelli meramente ricreativi e sportivi. Si parla, infatti, in questo casi di “operazioni specializzate”. Essendo un sistema, esso comprenderà anche i componenti fondamentali per il controllo e il comando da parte di un pilota che, anche in questo caso, non si troverà materialmente sull’aeromobile, ma userà la così detta stazione di controllo per svolgere tutte le operazioni.

Quindi, la differenza tra APR e SAPR è costituita dall’utilizzo che si farà del drone,  di tipo ludico nel primo caso, e nel secondo di tipo professionale. Inoltre, l’APR indica solo il drone, mentre il SAPR fa riferimento ad un intero sistema.

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La differenza APR, SAPR e l’aeromodello

In entrambe le definizioni si è vista la parola aeromodello, e potrebbe essere utile sapere a che cosa essa faccia riferimento.

Cosa è un aeromodello?

Un aeromodello è un dispositivo aereo con pilotaggio remoto, che non consente di avere persone a bordo e che non vede neppure la presenza di equipaggiamenti particolari che consentano un volo di tipo autonomo.

Un aeromodello viene sempre utilizzato per scopi di tipo ludico o sportivo, e non potendo volare in modo autonomo dovrà essere tenuto in constante osservazione da parte di chi lo comanderà.

Quindi, è essenzialmente un piccolo dispositivo atto a volare, che avrà tutti gli elementi che gli consentiranno di farlo (dalle eliche sino al “timone”) ma che non potrà volare in modo autonomo, né trasportare persone.

Gli Aeromodelli non sono considerati aeromobili e devono essere utilizzati esclusivamente per impieghi ricreazionali e di tipo sportivo. Impossibile pensare di utilizzarli per riprese di matrimonio o riprese immobiliari.