Come funziona la modalità follow me del drone: ecco cosa devi sapere

Hai ripreso un amico in bici con il drone e il risultato era un video tremolante dove lui scompare dall’inquadratura ogni tre secondi. Ci sei passato, ci passiamo tutti. La modalità follow me — chiamata anche ActiveTrack, Follow o Trace a seconda del produttore — nasce proprio per risolvere questo problema: il drone aggancia il soggetto e lo segue in automatico, lasciando a te il compito di goderti la scena.
Il concetto è semplice: il drone individua un bersaglio (te, un ciclista, un’auto) e lo insegue mantenendo distanza e altezza impostate, con la fotocamera puntata su di lui in continuazione. In pratica smetti di pilotare e diventi regista. Ma per ottenere riprese davvero buone — e per non ritrovarti il drone piantato in un albero — vale la pena capire come funziona davvero sotto al cofano.
Come fa il drone a “vedere” il soggetto?
Ci sono due tecnologie principali, e molti droni le usano insieme.
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La prima è il tracciamento visivo: la fotocamera analizza i pixel del soggetto e cerca di riconoscere la sua sagoma fotogramma dopo fotogramma. Funziona bene alla luce del giorno, su sfondo non troppo caotico. Se il soggetto si nasconde dietro un albero o passa davanti a un muro dello stesso colore dei suoi vestiti, il sistema può perderlo.
La seconda è il tracciamento GPS: il drone non guarda il soggetto ma segue il segnale GPS dello smartphone o del controller che porti con te. È meno preciso visivamente — il drone non sa esattamente dove sei rispetto alla bicicletta o al kayak — ma è molto più affidabile in scenari aperti. Anche se ti copri dietro una duna, il segnale rimane.
I modelli più recenti combinano entrambe le cose: usano il GPS per non perdere mai di vista la posizione generale e il tracciamento visivo per centrare l’inquadratura. Il risultato è notevolmente più stabile rispetto a qualche anno fa.
Cosa puoi impostare prima di partire
Prima di attivare la modalità, hai quasi sempre la possibilità di regolare tre parametri fondamentali: distanza (quanto il drone rimane lontano da te), altezza (a quanti metri vola sopra o allo stesso livello) e angolo (se ti segue da dietro, di lato o frontalmente). Questi tre valori cambiano completamente il risultato estetico del video.
Seguire un ciclista da dietro e in quota dà un effetto cinematografico classico, con la strada che si apre davanti. Seguirlo di fianco a media altezza assomiglia più a una ripresa da moto al seguito. Frontalmente — il drone ti viene incontro mentre tu avanzi — è la variante più spettacolare ma anche la più rischiosa se il tracciamento perde il colpo.
Prenditi cinque minuti per testare distanza e altezza in un posto aperto prima di usare la funzione in un contesto più complesso. È tempo ben speso.
Dove funziona bene e dove no
La modalità follow me ama gli spazi aperti: una strada di campagna, una spiaggia fuori stagione, un campo. Detesta gli ostacoli. Anche i droni con sensori anticollisione laterali e posteriori (non tutti li hanno) fanno fatica in un bosco fitto o in un vicolo cittadino: reagiscono in ritardo o si fermano del tutto per sicurezza.
Attenzione anche al vento forte: il drone impegna parte della potenza a restare stabile e può rispondere più lentamente ai cambi di direzione del soggetto. Se stai pedalando veloce su una strada esposta, aspettati qualche ritardo nell’inquadratura.
Un altro scenario critico è la perdita del segnale GPS: in certi contesti urbani o vicino a strutture metalliche il segnale balla. Il drone non perde necessariamente il controllo, ma il tracciamento GPS si fa meno preciso. In questi casi affidarsi solo al tracciamento visivo è rischioso se c’è molto da evitare intorno.
Le regole di volo non cambiano in modalità automatica
Questo è il punto che molti sottovalutano: quando attivi il follow me, il drone vola da solo ma tu rimani il pilota responsabile. Tenerlo sempre in vista, rispettare le zone vietate, non superare le altezze consentite, non volare su persone non coinvolte nell’attività: tutte queste regole si applicano esattamente come in modalità manuale. La normativa europea (EASA) e quella italiana applicata da ENAC non prevedono eccezioni per il volo autonomo. Se vuoi restare aggiornato sulle categorie di volo e sui requisiti del tuo specifico drone, il portale d-flight è il riferimento ufficiale.
In pratica: non puoi attivare il follow me, metterti le cuffie e dimenticarti del drone. Devi restare attento e pronto a riprendere i comandi in qualsiasi momento.
Qualche accorgimento pratico per riprese migliori
Prima di attivare il tracciamento, inquadra bene il soggetto al centro dello schermo e aspetta che il sistema lo “agganci” — di solito compare un riquadro verde o una cornice colorata. Parti solo quando quel segno è stabile.
Muoviti con velocità costante, soprattutto nelle prime prove. Accelerazioni brusche o cambi di direzione secchi mettono in difficoltà il sistema, specialmente se usi solo il tracciamento visivo.
Controlla la batteria: la modalità follow me non consuma più del normale, ma un volo di inseguimento dura facilmente dieci o quindici minuti. Parti con la batteria carica e tieni d’occhio la percentuale residua: il drone avvisa quando è ora di atterrare, ma in modalità autonoma preferisci gestirlo tu prima che sia lui a decidere dove tornare a terra.
Infine, guarda i video appena registrati subito dopo: ti danno un riscontro immediato su distanza, altezza e angolo, e la prossima sessione sarà già migliore.
Il follow me funziona con qualsiasi drone?
No. È una funzione presente su droni di fascia media e alta. I modelli entry-level più economici raramente la includono, e quando la hanno è spesso limitata al solo tracciamento GPS, meno preciso. Prima di comprare, controlla le specifiche del produttore.
Serve il patentino per usare la modalità follow me?
I requisiti dipendono dalla categoria operativa del tuo drone (peso, scenario di volo, zone), non dalla modalità di volo usata. Verifica la categoria del tuo modello su d-flight o sul sito ENAC: è lì che trovi le indicazioni aggiornate su patentino e registrazione.
Il drone può seguirmi in città?
Tecnicamente sì, ma non è consigliabile: il segnale GPS è meno stabile, ci sono ostacoli ovunque e spesso si vola in zone soggette a restrizioni. Il follow me dà il meglio in spazi aperti e con visibilità ottimale.





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