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Posso volare con il drone vicino a persone non coinvolte? Il limite che sorprende molti piloti

📅 14 Agosto 2026✍️ di Letizia Salani⏱️ 6 min di lettura

Molti piloti di droni scoprono solo al momento di pianificare un volo urbano che la distanza minima dalle persone non coinvolte non è una linea guida generica, ma un vincolo preciso che cambia in base a categoria operativa e classe del mezzo. Letizia Salani, che ha collaborato con enti locali per rilievi 3D con sensori LiDAR, propone una lettura tecnica e pratica per evitare errori costosi.

Chi è “non coinvolto” e perché la definizione è cruciale

Una persona non coinvolta è chi non partecipa attivamente all’operazione, non è stata informata dei rischi né istruita a seguire le indicazioni del pilota. Di norma include passanti, residenti, clienti di un’attività o spettatori non gestiti. Indossare un casco o osservare il drone non li rende “coinvolti”.

È invece persona coinvolta chi è stato informato sui rischi, ha accettato consapevolmente, possiede la capacità di seguire istruzioni e, se necessario, si trova in un’area delimitata e controllata. Questa distinzione determina se l’operazione possa avvenire in categoria “Open” e a quale distanza minima mantenersi dagli altri.

Un’ulteriore nozione chiave è l’“assembramento di persone”: un raggruppamento in cui la densità impedisce a chiunque di allontanarsi in sicurezza. Sorprende molti piloti: in categoria “Open” non è mai consentito il sorvolo di assembramenti, anche con droni ultraleggeri.

Il quadro europeo in sintesi: categorie, sottocategorie e classi

La cornice regolatoria è definita dal Regolamento (UE) 2019/947 e dalle linee guida di EASA. Nel contesto ricreativo e professionale a basso rischio, la maggior parte delle operazioni avviene in categoria “Open”, articolata in tre sottocategorie:

  • A1: volo sopra persone con forti limiti; vietato sorvolare assembramenti.
  • A2: volo vicino a persone non coinvolte, nel rispetto di una distanza minima orizzontale.
  • A3: volo lontano da persone e da aree residenziali, industriali, commerciali e ricreative.

Le regole dipendono anche dalla classe del drone (C0–C4). In estrema sintesi:

  • Classe C0 (<250 g): può operare in A1 e, in caso di necessità, può transitare sopra persone non coinvolte evitando gli assembramenti.
  • Classe C1 (<900 g): resta in A1 ma non deve sorvolare intenzionalmente persone non coinvolte; se accade, la durata deve essere minima.
  • Classe C2 (<4 kg): consente operazioni in A2 con distanze minime definite.
  • Classi C3–C4 (fino a 25 kg): in genere in A3, lontano da persone e aree sensibili.

Dopo la fine del periodo transitorio, molti droni “legacy” senza marcatura di classe possono operare soltanto in A3, a eccezione dei modelli sotto i 250 g, che restano assimilabili a C0 per scenari A1.

Il limite che sorprende: 30 metri che diventano 5

Il punto che crea più fraintendimenti è la distanza minima dalle persone non coinvolte in A2 con droni di classe C2. La norma impone:

  • 30 metri orizzontali come distanza standard da persone non coinvolte;
  • 5 metri orizzontali se e solo se è attivata la “low-speed mode”, una modalità a bassa velocità certificata dal costruttore, che limita l’energia d’impatto e assicura maggiore controllabilità.

La riduzione a 5 metri non è una decisione discrezionale del pilota né un’impostazione qualunque: deve essere una funzione nativa, documentata nelle specifiche del drone. Senza tale modalità, restano 30 metri. Questo vincolo sorprende chi riteneva sufficiente “andare piano” manualmente.

Ricordare inoltre che in A1 con classe C1, pur senza distanza minima prescritta, non è consentito pianificare il sorvolo intenzionale di persone non coinvolte. Il transito occasionale e breve è tollerato solo in caso imprevisto e con immediata correzione della traiettoria.

Tabella comparativa delle distanze in categoria Open

Sottocategoria Classi tipiche Persone non coinvolte Aree vietate/limitazioni
A1 C0, C1 C0: può sorvolare; C1: evitare sorvoli intenzionali Vietati gli assembramenti di persone
A2 C2 30 m standard; 5 m con low-speed mode certificata Vietati gli assembramenti di persone
A3 C3, C4 e legacy >250 g Nessuna persona non coinvolta nell’area di operazione ≥150 m da aree residenziali, industriali, commerciali, ricreative

Esempi operativi: dal parco urbano al cantiere

Parco cittadino con passanti sparsi: con un C2 in A2, se non è attiva la low-speed mode, occorrono 30 metri da ogni persona non coinvolta. Con low-speed mode, la distanza scende a 5 metri, ma resta vietato creare assembramenti o volare sopra gruppi fitti.

Riprese di una facciata storica in centro: un C1 in A1 può operare evitando il sorvolo intenzionale dei pedoni. Pianificazione del percorso, spotter a supporto e orari a bassa affluenza riducono il rischio che qualcuno entri sotto la traiettoria.

Cantiere recintato con personale informato: se tutte le persone presenti sono coinvolte (briefing, istruzioni di sicurezza, aree delimitate), è possibile minimizzare la distanza orizzontale in funzione dei requisiti della sottocategoria scelta. L’assenza di pubblico non informato è la variabile determinante.

Evento sportivo con tribune: si configura facilmente un assembramento. In categoria Open il sorvolo è precluso, anche per C0. Serve uno scenario in Specific con mitigazioni e autorizzazione mirata.

Rilievo LiDAR di un monumento in area chiusa: se l’area è interdetta al pubblico e il personale è coinvolto, l’operazione può rientrare nelle regole A2 o A1 a seconda della classe del drone, mantenendo margini adeguati da confini e vie di fuga.

Pianificazione e mitigazioni: come rispettare i vincoli

La pianificazione riduce la probabilità di avvicinarsi troppo a persone non coinvolte. Buone pratiche operative includono:

  • Geofencing e mappe aggiornate per evitare zone sensibili e vie pedonali affollate.
  • Scelta dell’orario per minimizzare la presenza di passanti, con pre-volo su satellite e sopralluogo.
  • Spotter dedicato per avvisi tempestivi e creazione di corridoi di sicurezza.
  • Impostazione della low-speed mode sui C2 quando necessario e disponibile, verificando in manuale limiti e indicatori.
  • Traiettorie con margine laterale e altitudini che riducano l’energia d’impatto potenziale.

La registrazione dei parametri di missione e un log con foto del sito aiutano a dimostrare la diligenza applicata in caso di controlli o incidenti. La terminologia corretta e la tracciabilità delle decisioni sono parte della competenza del pilota, insieme alle abilitazioni A1/A3 e A2 quando richieste.

Quando passare alla categoria Specific

Se l’obiettivo operativo impone di lavorare vicino a persone non coinvolte senza poter rispettare i limiti di A1 o A2, oppure richiede il sorvolo di aree densamente popolate o assembramenti, occorre migrare alla categoria “Specific”. In questo ambito si utilizzano scenari standard nazionali o europei, o si applica una valutazione del rischio per ottenere un’autorizzazione con mitigazioni su misura. È il percorso realistico per produzioni mediatiche in contesti complessi o per ispezioni in aree pubbliche con afflusso non controllabile.

Nel dubbio, la regola prudenziale è rivalutare il layout del sito per trasformare persone non coinvolte in persone coinvolte: informazione, accettazione, aree chiuse, steward e protezioni fisiche. Spesso questa riorganizzazione rende di nuovo praticabile la categoria Open.

Errori ricorrenti da evitare

  • Confondere “andare piano” con la low-speed mode certificata: non è la stessa cosa.
  • Interpretare l’assenza di una distanza numerica in A1 come libertà di sorvolo deliberato.
  • Presumere che il peso ridotto giustifichi il volo sopra code, plateatici o tribune.
  • Ignorare la variabilità del contesto: un marciapiede stretto può diventare un assembramento durante un mercato rionale.

Un’analisi pre-volo delle traiettorie pedonali e dei colli di bottiglia urbani vale quanto il controllo della batteria o del GNSS.

Checklist essenziale per operare vicino a persone

  • Identificare la sottocategoria (A1/A2/A3) e la classe del drone (C0–C4).
  • Verificare se sono previste persone non coinvolte nell’area di operazione.
  • In A2 con C2: confermare la presenza della low-speed mode se si intende operare entro 5 m.
  • Escludere il sorvolo di assembramenti in ogni scenario Open.
  • Pianificare corridoi, punti di decollo/atterraggio protetti e percorsi di allontanamento.
  • Briefing allo staff e predisposizione di barriere mobili se necessario.

La distanza minima non è un dettaglio: è un parametro operativo che incide su traiettorie, payload, tempi e budget. Accettarlo in fase di pianificazione evita rinvii, contestazioni o, peggio, incidenti.

Letizia Salani

Letizia si è appassionata ai droni dopo aver visto un mapping aereo di una città d’arte. Ha collaborato con enti locali per analisi 3D di monumenti tramite sensori LiDAR montati su droni multirotore.

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