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Return to home del drone non funziona: ecco cosa verificare

📅 26 Settembre 2026✍️ di Redazione Drone⏱️ 6 min di lettura

Premi il tasto di decollo, il tuo drone sale, gira di qualche grado e in pochi secondi è già lontano. Poi arriva il momento in cui vuoi richiamarlo: schiacci Return to Home e aspetti. E aspetti. E aspetti ancora. Il drone non torna, oppure torna ma atterra a trenta metri da dove ti trovi, oppure scende su un albero che non aveva mai visto. Se ti è già successo, sai quanto fa male. Se non ti è ancora successo, leggere questo articolo prima del prossimo volo è esattamente la cosa giusta da fare.

Il Return to Home (RTH) non è una magia: è una funzione che dipende da tre condizioni precise — un segnale GPS affidabile, un punto di home registrato correttamente e un’altitudine impostata abbastanza alta da evitare gli ostacoli. Se anche solo una di queste condizioni manca, il ritorno automatico può fallire o, peggio, portare il drone in una direzione sbagliata senza che tu te ne accorga in tempo.

Perché il punto di home è così importante?

Quando accendi il tuo drone e lo metti sul piazzale di decollo, il firmware inizia a cercare i satelliti GPS. Solo quando ne aggancia un numero sufficiente — e il numero cambia a seconda del modello — registra la posizione attuale come punto di home, cioè il posto dove dovrà tornare in caso di emergenza o di perdita di segnale.

Il problema è che molti piloti premono il decollo troppo in fretta, prima che la ricerca GPS sia completata. In quel caso il punto di home viene registrato appena il drone raggiunge una quota minima, spesso mentre si sta già spostando. Risultato: il “casa” del tuo drone non è dove sei tu, ma un punto a qualche metro di distanza — a volte pochi, a volte decine.

Prima di ogni volo, controlla nella tua app che la dicitura relativa all’acquisizione GPS sia completa e che il punto di home compaia sulla mappa nella posizione corretta. Quegli extra sessanta secondi di attesa possono salvare il drone.

Come si imposta correttamente l’altitudine RTH?

L’altitudine di ritorno è il parametro che più spesso viene ignorato, soprattutto da chi vola per la prima volta. La logica è semplice: quando attivi il RTH, il drone sale fino all’altitudine impostata e poi vola in linea retta verso il punto di home, scendendo solo una volta arrivato sopra di te.

Se quell’altitudine è troppo bassa — diciamo dieci metri in un bosco o vicino a case a due piani — il drone non vede gli ostacoli e ci vola contro. I sensori anticollisione aiutano, ma non tutti i droni li hanno in tutte le direzioni, e non sempre funzionano alla velocità con cui il RTH si muove.

La regola pratica è: imposta l’altitudine RTH sempre sopra l’ostacolo più alto nel raggio del tuo volo, con un margine di sicurezza generoso. Se voli in pianura aperta puoi stare più basso; se ci sono alberi alti, tralicci o edifici, porta quella quota decisamente più in alto. Cambia il valore ogni volta che cambi location: non esiste un’unica impostazione universale.

Cosa succede se il GPS perde il segnale durante il volo?

È il momento più delicato. Quando il segnale GPS si degrada — sotto un ponte, vicino a strutture metalliche, in aree con interferenze — il drone può non riuscire a calcolare dove si trova e, di conseguenza, non sa dove tornare. In quel caso molti modelli passano automaticamente in modalità attitude (o ATTI), dove mantiene la quota ma smette di correggere la posizione: il vento lo sposta e tu devi riprendere il controllo manuale.

Prima di volare in luoghi chiusi o parzialmente coperti, verifica sempre quanti satelliti vengono agganciati nella tua posizione specifica. Se il numero è basso o instabile, considera di spostarti o di rimandare. Non è prudenza eccessiva: è la differenza tra riportare il drone a casa e cercarlo nei campi.

La batteria: il fattore che nessuno controlla abbastanza

Il RTH consuma batteria durante il percorso di rientro. Se lanci il ritorno automatico con la batteria già bassa, il drone potrebbe scendere prima di raggiungere il punto di home — lo fa intenzionalmente, per non cadere di schianto quando la batteria si esaurisce del tutto. Alcune app avvisano in anticipo con soglie progressive: la prima è un avviso di rientro, la seconda forza l’atterraggio immediato.

Conosci queste soglie del tuo drone e rispettale con un margine. Se l’app dice “torna ora”, non aspettare ancora due minuti per quella ripresa perfetta. Il drone è uno strumento, non un trofeo da recuperare dai rovi.

La checklist pre-volo in cinque punti

  • Aspetta il GPS completo prima di decollare: controlla sull’app che il punto di home sia segnato nella posizione giusta.
  • Imposta l’altitudine RTH in base agli ostacoli reali del posto dove voli oggi, non di quello dove hai volato l’ultima volta.
  • Verifica la bussola: se l’app segnala interferenze o ti chiede una calibrazione, falla. Un drone disorientato non sa da che parte è casa.
  • Controlla la batteria: parti sempre con una carica completa e rispetta le soglie di rientro segnalate dall’app.
  • Fai un test RTH a bassa quota: la prima volta che voli in un posto nuovo, prova il ritorno automatico a pochi metri da terra, vicino a te, così puoi intervenire subito se qualcosa non va.

Quest’ultimo punto è quello che distingue un pilota attento da uno che scopre i problemi quando il drone è già lontano. Un test a bassa quota non costa nulla e ti dice tutto quello che devi sapere sul comportamento del tuo drone in quel preciso contesto.

Posso fare affidamento solo sul RTH?

No. Il Return to Home è una rete di sicurezza, non il piano principale. Vola sempre in modo da riuscire a riportare il drone a mano se serve: tienilo in vista, tieni d’occhio la batteria, conosci la direzione del vento. Le normative europee — per i dettagli aggiornati rimanda sempre a ENAC, EASA e alla piattaforma D-Flight — richiedono che il pilota mantenga il controllo del velivolo in ogni momento. Il RTH è un ausilio, non una delega.

Il drone può aggiornare il punto di home mentre è in volo?

Sì, molti modelli aggiornano automaticamente il punto di home se ti sposti con il controller in mano e il GPS del telecomando è attivo. Controlla nelle impostazioni della tua app se questa funzione è abilitata e come funziona sul tuo drone specifico.

Il RTH funziona anche al chiuso?

No. Senza segnale GPS il Return to Home non può operare correttamente. Al chiuso il drone perde il riferimento di posizione e il RTH non va attivato: mantieni sempre il controllo manuale e atterra tu stesso.

Quanto tempo devo aspettare prima che il GPS sia pronto?

Dipende dal modello e dalle condizioni del cielo. In campo aperto, con cielo libero, bastano spesso uno o due minuti. In condizioni difficili può volerci di più. Non partire prima che l’app confermi l’acquisizione del punto di home: non esiste una soglia universale, ma l’app te lo dice chiaramente.

Redazione Drone

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