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Il drone cade in acqua: ecco cosa fare nei primi minuti

📅 23 Settembre 2026✍️ di Redazione Drone⏱️ 5 min di lettura

Stavi inquadrando il pelo del lago, magari stavi cercando un angolo basso sull’acqua, e in un secondo il drone è sparito sotto la superficie. Oppure una raffica di vento lo ha spinto fuori dalla traiettoria e l’ammaraggio è stato inevitabile. Qualunque sia stata la causa, ora hai pochissimo tempo per fare le cose giuste. L’acqua non distrugge i circuiti in un istante: li distrugge quando arriva la corrente elettrica. Ecco perché i primi minuti contano più di tutto il resto.

Cosa fare appena il drone tocca l’acqua

La prima cosa, paradossalmente, è non accenderlo. Se il drone è ancora in funzione quando cade, il controller potrebbe tentare di riportarlo su: in alcuni casi va bene, in altri aggrava i danni perché i motori bagnati girano male e fanno entrare ancora più acqua. Se riesci a recuperarlo in pochi secondi — sei in acque basse, è vicino alla riva — toglilo dall’acqua il prima possibile e spegnilo subito, anche prima di asciugarlo.

Il principio è semplice: l’acqua da sola non brucia i componenti elettronici. Li brucia solo quando passa corrente attraverso di essi. Finché la batteria è scollegata o il drone è spento, i circuiti bagnati possono ancora salvarsi. Appena accendi o lasci la batteria collegata, rischi un cortocircuito che rende il danno definitivo.

Questa è la sequenza da seguire:

  • Recupera il drone dall’acqua il prima possibile.
  • Spegnilo immediatamente se ancora acceso.
  • Rimuovi la batteria appena puoi farlo in sicurezza.
  • Non tentare di riaccenderlo per vedere “se funziona ancora”.
  • Non collegarlo al caricabatterie.

Come si asciuga un drone bagnato

Una volta fuori dall’acqua e spento, appoggialo su un asciugamano pulito con le aperture verso il basso, così l’acqua in eccesso scola per gravità. Tamponalo delicatamente all’esterno, senza strofinare. Se hai con te dei cotton fioc puoi usarli con cautela intorno alle porte e alle connessioni, ma senza spingere l’acqua all’interno.

Quando sei a casa, il metodo più efficace per estrarre l’umidità residua è il riso o, meglio ancora, la silica gel — quella che trovi nelle bustine dei nuovi prodotti elettronici. Metti il drone in un contenitore chiuso insieme a una buona quantità di questi materiali assorbenti e lascialo lì per almeno 48-72 ore. Non usare asciugacapelli o fonti di calore dirette: l’aria calda può danneggiare le plastiche e non garantisce di raggiungere i componenti interni.

Se il drone è caduto in acqua salata — mare, laguna, estuario — il discorso cambia. Il sale è altamente corrosivo e accelera l’ossidazione dei circuiti in modo molto più aggressivo rispetto all’acqua dolce. In questo caso, prima di passare alla fase di asciugatura, molti tecnici consigliano di sciacquare delicatamente i componenti con acqua distillata (non del rubinetto) per rimuovere i depositi salini, poi procedere all’asciugatura. Si tratta di un’operazione delicata che, se non ti senti sicuro, è meglio affidare a chi ripara droni professionalmente.

Quando e come capire se il drone è recuperabile

Dopo le 48-72 ore di asciugatura completa, puoi tentare un primo test. Prima di reinserire la batteria, osserva l’interno attraverso le aperture: se vedi residui biancastri o depositi, sono segni di ossidazione già avvenuta. Se tutto sembra pulito e asciutto, reinserisci la batteria carica e accendi il drone all’aperto, lontano da persone, tenendolo fermo a terra per qualche secondo.

I segnali da monitorare sono: odore di bruciato, scintille visibili, ventole che non girano, comportamento anomalo dell’interfaccia. Se non si presenta nulla di tutto ciò, puoi fare una prova di volo breve a bassa quota sopra un’area sicura. Un drone caduto in acqua dolce e recuperato in tempi rapidi ha discrete probabilità di tornare a volare. Uno rimasto sommerso a lungo, o bagnato con acqua salata, ha probabilità molto più basse.

La batteria: il componente più a rischio

Le batterie LiPo — quelle montate sulla grande maggioranza dei droni consumer — sono particolarmente sensibili all’acqua. Una batteria che è rimasta bagnata non va mai ricaricata senza averla prima ispezionata con cura. Gonfiore, deformazioni, odore chimico pungente o scolorimento sono segnali che la batteria va smaltita. Le batterie LiPo danneggiate possono gonfiarsi, surriscaldarsi o in casi estremi prendere fuoco durante la ricarica.

Non buttare la batteria nel secco o nell’umido: è un rifiuto elettronico speciale. Portala in un punto di raccolta autorizzato per RAEE o presso il rivenditore.

Vale la pena ripararlo o è meglio cambiarlo?

Dipende dal valore del drone e dall’entità del danno. Per i droni entry-level, il costo di una riparazione professionale può avvicinarsi o superare quello di un modello nuovo equivalente. Per i modelli di fascia media o alta, invece, un intervento di pulizia e sostituzione dei componenti danneggiati può avere senso economico.

Molti produttori offrono programmi di sostituzione o assistenza a costo fisso — DJI, per esempio, ha il suo programma DJI Care Refresh che copre anche i danni da acqua. Se hai attivato una polizza simile al momento dell’acquisto, questo è il momento di usarla. Controlla i termini del tuo contratto prima di procedere con riparazioni fai-da-te che potrebbero invalidare la copertura.

Se decidi di affidarti a un tecnico esterno, cerca un centro specializzato in droni o in elettronica di consumo con esperienza su questi dispositivi. Un’officina generica può non avere i componenti o le competenze specifiche per i droni moderni.

Come evitare che succeda di nuovo

La caduta in acqua è uno degli incidenti più comuni, specialmente durante le riprese su laghi, fiumi e coste. Alcune abitudini semplici riducono molto il rischio: tieni sempre un margine di batteria sufficiente per il ritorno, non volare sopra l’acqua con vento forte o condizioni instabili, usa la funzione di ritorno automatico a casa (Return to Home) e imposta un’altitudine di rientro sicura prima di ogni volo sull’acqua.

Esistono anche custodie galleggianti e protezioni impermeabili per alcuni modelli, soprattutto per chi fa riprese marittime con una certa frequenza. Non trasformano il drone in uno strumento subacqueo, ma in caso di ammaraggio accidentale guadagnano tempo prezioso per il recupero.

Il drone si può accendere subito dopo essere caduto in acqua?

No. Accenderlo con i circuiti bagnati rischia di causare un cortocircuito irreversibile. La prima cosa da fare è spegnerlo e rimuovere la batteria.

Quante ore bisogna aspettare prima di riaccenderlo?

Almeno 48-72 ore di asciugatura in un ambiente secco, preferibilmente con silica gel o riso, prima di tentare qualsiasi test di accensione.

La caduta in acqua è coperta dall’assicurazione del drone?

Dipende dalla polizza. Alcuni programmi come DJI Care Refresh coprono espressamente i danni da acqua; le garanzie standard del produttore di solito no. Controlla il tuo contratto prima di intervenire sul drone.

Redazione Drone

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