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Registrare un drone appena comprato: come funziona e cosa devi fare

📅 26 Agosto 2026✍️ di Redazione Drone⏱️ 5 min di lettura

Il drone è lì sul tavolo, ancora con l’odore di plastica nuova, e tu muori dalla voglia di portarlo in aria. Prima di farlo, però, c’è un passaggio che non puoi saltare: registrare il mezzo e, in alcuni casi, registrare anche te come operatore. Non è complicato, ma se lo ignori rischi di volare in modo irregolare senza nemmeno saperlo.

In Europa le regole sui droni sono gestite dall’EASA (l’Agenzia europea per la sicurezza aerea) e recepite in Italia da ENAC. Il sistema prevede due registrazioni distinte: una riguarda te come operatore UAS, l’altra riguarda il drone stesso. Quali ti servono dipende dal peso del tuo apparecchio e da come intendi usarlo. La piattaforma italiana di riferimento per tutto questo è d-flight, il portale ufficiale dove si gestisce la quasi totalità degli adempimenti digitali legati ai droni in Italia.

Perché devi registrarti prima di volare

La logica dietro al sistema è semplice: chi fa volare un drone deve essere identificabile. Se il tuo drone cade, entra in uno spazio aereo vietato o causa un problema, le autorità devono sapere chi lo stava pilotando. Per questo motivo, anche chi usa un drone puramente per hobby non è esente dagli obblighi di registrazione, salvo alcune eccezioni legate al peso molto basso del mezzo e all’assenza di fotocamera.

In pratica, se il tuo drone è un giocattolo leggero senza camera e lo usi solo in giardino, potresti ricadere in una categoria con requisiti minimi. Ma se hai comprato uno dei modelli consumer più diffusi — quelli con fotocamera stabilizzata che si trovano nei negozi di elettronica — quasi certamente hai bisogno almeno della registrazione come operatore. Verifica sempre sul sito ENAC o su d-flight in quale categoria ricade il tuo modello specifico.

Registrazione dell’operatore: il primo passo concreto

La registrazione come operatore UAS si fa su d-flight e richiede pochi minuti. Ti viene assegnato un numero identificativo — il cosiddetto numero di registrazione operatore — che dovrai applicare fisicamente sul tuo drone prima di ogni volo. Non basta averlo salvato nel telefono: deve essere leggibile sul mezzo.

Per completare la registrazione ti servirà un documento d’identità valido e un indirizzo email. Il portale ti guida passo dopo passo. Una volta registrato, riceverai le credenziali per accedere all’area personale, dove in seguito potrai anche dichiarare i tuoi voli se il regolamento lo richiede.

Se sei maggiorenne, procedi direttamente. Se il drone è un regalo a un minorenne, l’iscrizione va fatta da un adulto che si assume la responsabilità operativa.

Il numero di serie e la marcatura del drone

Oltre al numero di operatore, i droni prodotti secondo le nuove normative europee hanno una classe C indicata sull’etichetta (C0, C1, C2 e così via). Questa classificazione determina in quale sottocategoria operativa puoi volare e se hai bisogno di formazione aggiuntiva o di un patentino.

I modelli acquistati prima dell’entrata in vigore del sistema di classificazione europeo — i cosiddetti droni “legacy” — seguono regole transitorie. Se il tuo drone è uno di questi, controlla le indicazioni ENAC per capire come viene inquadrato: le regole transitorie hanno scadenze che si aggiornano, quindi è importante consultare la fonte ufficiale e non affidarsi a informazioni datate trovate sui forum.

Quando serve il patentino (e quando no)

Questa è la domanda che quasi tutti si fanno. La risposta dipende dalla categoria operativa in cui ricade il tuo volo, non solo dal peso del drone.

Nella categoria Aperta — quella in cui si muove la maggior parte dei droni consumer usati per fotografia e video amatoriale — è richiesto il superamento di un test online gratuito sulla piattaforma d-flight per volare in sottocategoria A2 o per operare con certi droni di classe C1. Il test copre nozioni di sicurezza aerea, meteorologia di base e regole di volo. Non è un esame difficile, ma va preparato: il materiale di studio è disponibile gratuitamente sul sito ENAC.

Il patentino vero e proprio — il certificato di competenza a distanza, detto anche A2 CofC — serve se vuoi volare più vicino alle persone con droni di classe C2. Per i voli più semplici, in aree aperte e lontano dalla gente, il solo test online può essere sufficiente. Di nuovo: controlla su d-flight la sottocategoria specifica prima di volare.

Dove applicare il numero di operatore sul drone

Una volta ottenuto il tuo numero identificativo, devi inciderlo, scriverlo o applicarlo con un’etichetta sul corpo del drone in modo che sia leggibile e permanente. Non esiste una posizione obbligatoria fissa, ma deve essere facilmente visibile a chi raccoglie il drone in caso di incidente. Molti lo mettono sulla parte inferiore del corpo principale, lontano dalle eliche.

Usa un pennarello indelebile resistente o un’etichetta adesiva robusta. Evita di coprire prese d’aria, sensori o adesivi di sicurezza originali del produttore.

Assicurazione: serve davvero?

Sì. Per la quasi totalità dei droni — anche quelli piccoli usati per hobby — è obbligatoria una copertura di responsabilità civile verso terzi. In Italia alcune polizze domestiche includono già questa copertura per attività ricreative: verifica con la tua compagnia assicurativa prima di comprarne una nuova. In alternativa, esistono polizze specifiche per droni, anche con formule giornaliere o annuali a costo contenuto. Volare senza copertura non è solo un rischio legale: è un rischio economico reale nel caso in cui il drone colpisse qualcosa o qualcuno.

Il piano dei voli: d-flight e le zone vietate

Prima di ogni volo, controlla sempre la mappa delle zone aeree su d-flight o sull’app ufficiale. Intorno agli aeroporti, alle città più grandi e a certi luoghi sensibili esistono zone in cui volare è vietato o soggetto ad autorizzazione. L’app ti mostra in tempo reale se l’area in cui ti trovi è libera, limitata o proibita. Prendere l’abitudine di controllare prima di alzare il drone è la cosa più semplice che puoi fare per volare in regola senza stress.


Ho un drone piccolo da meno di 250 grammi: devo registrarmi lo stesso?

Dipende. Se il drone ha una fotocamera e non è classificato come giocattolo, la registrazione come operatore è comunque richiesta nella maggior parte dei casi. Controlla la categoria specifica su d-flight o sul sito ENAC prima di assumere di essere esente.

Posso volare subito dopo la registrazione o devo aspettare?

Non appena hai il numero di operatore, lo hai applicato sul drone e hai verificato le zone aeree dell’area in cui vuoi volare, puoi partire. Non c’è un periodo di attesa burocratico, ma assicurati di aver completato anche il test online se la sottocategoria del tuo volo lo richiede.

Cosa succede se volo senza essermi registrato?

Volare senza registrazione è una violazione delle normative aeronautiche. Le sanzioni sono previste dalla legge e possono essere significative. Oltre alla multa, rischi il sequestro del drone. Non vale la pena: la registrazione è gratuita e richiede pochi minuti.

Redazione Drone

Redazione del sito.

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