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Requisiti per drone FPV in Italia: la restrizione poco nota sugli occhiali e la sicurezza

📅 23 Agosto 2026✍️ di Caterina Strozzi⏱️ 4 min di lettura

In Italia, chi vola in FPV deve avere accanto un osservatore che mantenga il contatto visivo diretto con il drone. Vale in categoria Open per tutti i pesi, anche sotto i 250 g. Senza osservatore, l’uso di occhiali o monitor che tolgono la vista diretta è non conforme.

Cosa dice la norma

La regola nasce dal quadro europeo: il pilota deve garantire il volo a vista (VLOS). Se indossa occhiali FPV o guarda un monitor, il VLOS passa all’osservatore. L’osservatore deve essere vicino al pilota, seguire il drone a occhio nudo e avvisare immediatamente di ostacoli, persone o traffico aereo.

Il riferimento è il Regolamento (UE) 2019/947, recepito in Italia e applicato da ENAC. I principi chiave: VLOS sempre garantito; comunicazione continua tra pilota e osservatore; capacità di intervento immediato in caso di rischio.

Requisiti per volare FPV legalmente

  • Registrazione operatore UAS: obbligatoria se il drone ha sensori in grado di raccogliere dati (telecamera inclusa) o pesa oltre 250 g. In Italia si effettua su d-flight; il codice operatore va riportato sul drone come QR/etichetta.
  • Attestato A1/A3: richiesto per pilotare in Open con droni oltre 250 g. Si ottiene online con test teorico. Sotto i 250 g non è necessario, salvo droni considerati “giocattolo”.
  • Assicurazione RC: in Italia è obbligatoria per tutti i droni, ricreativi e professionali. Copre danni a terzi.
  • Osservatore FPV: deve mantenere VLOS a occhio nudo per tutta la missione. Deve trovarsi accanto al pilota, senza ritardi nella comunicazione (niente interfono via smartphone con latenza).
  • Limiti operativi: quota massima 120 m AGL salvo aree/autorizzazioni. Vietato sorvolare assembramenti. Con droni senza marchio di classe e oltre 250 g si vola in A3: lontano almeno 150 m da aree residenziali, commerciali e industriali. Con droni sotto 250 g si rientra in A1, ma restano i divieti su assembramenti.
  • Geozone: consultare d-flight prima di decollare. Rispettare Notam, CTR, zone rosse/temporanee e requisiti locali.
  • Remote ID: obbligatorio solo per droni marchiati C1, C2, C3. Gli autocostruiti o privi di marchio non hanno obbligo in Open, salvo richieste locali.
  • Volo notturno: consentito in Open se si mantiene VLOS tramite osservatore. Luci di posizione fortemente consigliate per la consapevolezza situazionale.

La restrizione sugli occhiali: cosa è ammesso e cosa no

Conta la vista diretta sul drone, non il tipo di visore. Se gli occhiali o il monitor sottraggono l’attenzione visiva continua sul velivolo, sei in FPV a tutti gli effetti e serve l’osservatore.

  • Occhiali FPV “chiusi” o VR: sempre con osservatore.
  • Monitor su radiocomando: se cattura l’attenzione e impedisce VLOS continuo, serve osservatore.
  • Occhiali “trasparenti” o con fessure: non sono una deroga. Se non permettono di seguire a vista il drone in modo continuo, valgono come FPV.
  • Eccezioni operative: solo con specifica autorizzazione in categoria Specific o in aree di club/associazioni riconosciute con regole dedicate. Anche lì, spesso lo spotter resta obbligatorio.

Regola pratica: se per pilotare guardi uno schermo più di un istante, non stai mantenendo VLOS. Organizza il volo come FPV con osservatore.

Sicurezza operativa: procedure minime

La sicurezza in FPV dipende dalla squadra pilota–osservatore. Ruoli chiari e checklist riducono i rischi.

  • Briefing pre-volo: definire traiettoria, quota massima, punti di emergenza, limite batteria, parola chiave per abortire.
  • Compiti dell’osservatore: seguire il drone a occhio nudo, scandire distanze e ostacoli, vigilare su persone e animali, segnalare traffico a bassa quota.
  • Compiti del pilota: gestire envelope di volo, mantenere margini energetici, eseguire subito l’abort su chiamata dell’osservatore.
  • Failsafe: impostare disarmo sicuro o Return-to-Home compatibile con l’area. Testare il failsafe prima di missione.
  • Ridondanze: eliche in ordine, viti serrate, RX ben cablato, LQ/RSRP monitorati. Per voli oltre campi aperti, preferire radiolink con telemetria solida.
  • Gestione pubblico: delimitare l’area, segnalare il volo, interrompere se entrano persone nella zona rischio.

Scenari tipici ed errori da evitare

  • Volo da soli con 5” in parco urbano: non conforme e pericoloso. Un quad pesante in Open senza marchio ricade in A3: niente aree residenziali, industriali o ricreative. Serve spotter ovunque se usi FPV.
  • Indoor: al chiuso le regole UAS non si applicano. Ma la sicurezza sì. Valuta reti, casco, limitatori di spinta, e un assistente.
  • Aree di club riconosciute: con accordi ex art. 16, possono esistere procedure dedicate. Informati prima. Lo spotter rimane spesso richiesto.
  • Specific/STS: con analisi del rischio e autorizzazione ENAC si possono prevedere mitigazioni alternative. È un percorso professionale, non ricreativo.

Come impostare un volo FPV a norma

  • Verifica registrazione operatore, assicurazione, attestato se dovuto.
  • Controlla geozone su d-flight e meteo locale.
  • Ingaggia uno spotter preparato. Stabilite segnali chiari e un punto di atterraggio sicuro.
  • Imposta failsafe e limiti di distanza/altezza coerenti col campo.
  • Decolla, mantieni margini di energia, chiudi se compaiono persone o traffico.

La restrizione sugli occhiali non è un cavillo: è la cintura di sicurezza dell’FPV. Con uno spotter vigile, procedure semplici e rispetto delle zone, l’FPV resta spettacolare, legale e sostenibile per tutti.

Caterina Strozzi

Caterina ha seguito le missioni esplorative dei droni in zone difficilmente accessibili per giornalisti. Dal 2020 cura rubriche sulle tecnologie di volo semi-autonomo, avendo assistito a operazioni di ricerca e soccorso nelle Alpi.

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